ONDE GRAVITAZIONALI

Onde gravitazionali

Quest’anno, pur con ben dodici gare in programma, la stagione agonistica, già a metà febbraio, volge al termine. Il 22 febbraio si disputerà la finale, densa, per la prima volta di significato commemorativo.

Siamo un gruppo BELLISSIMI

Tutti i promotori
 
24 e 25 gennaio anno domini 2025, S.A.I. Napoli e S.C.Vesuvio (quest’ultimo con il prezioso supporto delle provvidenziali EDIZIONI SIMONI) calano un poker d’assi: quattro gare impeccabili, disputate finalmente sulla Pallottieri al completo, o se si preferisce, “dall’alto”. Non c’è che dire, la Pallottieri con partenza dall’alto è di tutt’altro sapore, purtroppo, vista la sua esposizione, di faccia al sole, difficilmente è praticabile, anche in pieno inverno. In genere la seconda gara di giornata è sempre a rischio collasso proprio della parte alta della pista, quella che sta esattamente di faccia al sole. 

Per chi non lo sapesse, o peggio, per chi se ne fosse dimenticato …

Bufera
…….lo sci è uno sport invernale, con la variante invernale-appenninico dalle parti nostre. Imprevedibilità, mutabilità, capricciosità ne sono le “virtù”.
Se i montanari alpini ci ammoniscono sulla rapidità delle mutazioni delle  condizioni atmosferiche, noi marinai appenninici abbiamo mutuato dalla saggezza marinara che “p mar nun se fann programm” come dire “a comm ven”. Ahinoi però, quella che è saggezza per mare, noi ce la portiamo in tutte le nostre attività, perfino in quelle produttive, salvo quando espatriamo, allora tiriamo fuori il meglio, la sintesi fra disciplina programmatica e creatività improvvissativa.
La nevicata era annunciata da un paio di settimane, ma niente, completo blu fino a mercoledì 15/01, poi, a vanificare il fattore casa che avrebbe consentito ai nostri di allenarsi saggiando in esclusiva le piste di gare, la nebbia agli irti colli nevischiando sale. E che ci vuoi fare,  giovedì 16/01 visibilità sotto zero, tra nebbia  e peggio ancora, malefici aghi ghiacciati ad incrostarsi sulle mascherine, per i master quasi nulla da fare, anche perché al lato del tracciato master, c’era un tracciato ragazzi e allievi, che incuranti delle condizioni di non visibilità, si fiondavano a palla col rischio che se non stavi in traiettoria o addirittura incappavi in invasione di campo, il crash era inevitabile.