…….lo sci è uno sport invernale, con la variante invernale-appenninico dalle parti nostre. Imprevedibilità, mutabilità, capricciosità ne sono le “virtù”.
Se i montanari alpini ci ammoniscono sulla rapidità delle mutazioni delle condizioni atmosferiche, noi marinai appenninici abbiamo mutuato dalla saggezza marinara che “p mar nun se fann programm” come dire “a comm ven”. Ahinoi però, quella che è saggezza per mare, noi ce la portiamo in tutte le nostre attività, perfino in quelle produttive, salvo quando espatriamo, allora tiriamo fuori il meglio, la sintesi fra disciplina programmatica e creatività improvvissativa.
La nevicata era annunciata da un paio di settimane, ma niente, completo blu fino a mercoledì 15/01, poi, a vanificare il fattore casa che avrebbe consentito ai nostri di allenarsi saggiando in esclusiva le piste di gare,
la nebbia agli irti colli nevischiando sale. E che ci vuoi fare, giovedì 16/01 visibilità sotto zero, tra nebbia e peggio ancora, malefici aghi ghiacciati ad incrostarsi sulle mascherine, per i master quasi nulla da fare, anche perché al lato del tracciato master, c’era un tracciato ragazzi e allievi, che incuranti delle condizioni di non visibilità, si fiondavano a palla col rischio che se non stavi in traiettoria o addirittura incappavi in invasione di campo, il crash era inevitabile.